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Casa OT

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Casa OT

Interior renovation

L’abitazione è collocata al primo piano di un palazzo settecentesco, posto in un piccolo borgo dell’ Appennino tosco-romagnolo, adagiato sull’alta valle del fiume Sillaro.

L’intervento recupera e rinnova lo spazio esaltandone la struttura originaria, che, nel corso dei secoli, ha subito numerose trasformazioni dettate dalle diverse funzioni che l’edificio ha accolto. Sono diversi, infatti, gli usi che ha ospitato: da locanda a ufficio postale a trattoria, fino ad avere, dopo il 2000, un esclusivo uso residenziale.

Da una prima lettura è emersa subito l’importanza di restituire allo spazio la sua conformazione originaria, eliminando le partizioni interne, che ne alteravano la planimetria e i volumi.

Un approccio il più possibile filologico è stato osservato, non solo nella scelta dell’impianto planimetrico, ma anche nella scelta e nell’utilizzo delle finiture e dei colori. Lo sguardo rivolto alla tradizione si è tradotto in un’accurata scelta dei materiali utilizzati, in modo da creare un’estetica capace di dialogare con il passato, nel rispetto del contesto storico e geografico in cui l’oggetto d’intervento è inserito.

Dal punto di vista distributivo, il nuovo assetto degli ambienti ricalca, in buona misura, l’impostazione originaria della casa, adattandosi alle necessità attuali della committenza.

I tre piani fuori terra di cui il palazzo è costituito facevano parte, storicamente, di un’unica unità immobiliare. L’esigenza odierna, manifestata dal proprietario, di separare i vari piani tra loro, ha portato alla realizzazione di un filtro costituito da due vetrate in ferrofinestra, poste nel varco di accesso del vano scale ai rispettivi piani. La scelta di elementi divisori trasparenti, che non snaturassero la struttura originaria, è stata una diretta conseguenza della filosofia che ha accompagnato tutto l’iter progettuale: intervenire in maniera discreta.

Il colore è stato protagonista di un progetto dedicato, che l’ha visto come uno degli elementi caratterizzanti l’intero intervento. Dalle pareti originarie sono emerse stratificazioni di colorazioni che si sono sovrapposte nel corso degli anni. La scelta dei colori da adottare per i vari ambienti, la tipologia di tinta, il disegno con cui incorniciare le porte e le finestre, la definizione della zoccolatura, che stacca il colore delle pareti dal pavimento, sono parte di uno studio fatto in concerto con il restauratore. Tutte le pareti sono finite con calce naturale dipinta secondo una campionatura fatta ad hoc. Le tinte non sono piatte ma vibrano grazie alla sovrapposizione di velature tono su tono. Anche nei bagni si è scelto di intervenire in maniera esclusiva, rivestendo le pareti con microcementi pigmentati da colorazioni formulate in base alle richieste specifiche dettate dal progetto.

Per i pavimenti si è optato per il rovere affumicato in grandi tavole, fatta eccezione per i bagni e per una delle camere da letto dove si è riusciti a recuperare la vecchia pavimentazione in cotto, posandola secondo un nuovo ordito. Nei due bagni si sono usate cementine decorate in formato quadrato e una pavimentazione in cotto realizzata artigianalmente, scegliendo sabbie e inerti color biscotto.

Assecondando l’idea di fondo, di creare un’estetica capace di dialogare con il luogo e il contesto storico, in sala si è scelto di inquadrare il nuovo camino in ghisa, incassato nel muro, all’interno di una cornice in pietra serena, estratta da una cava locale e realizzata secondo un disegno che trae ispirazione dagli antichi camini settecenteschi toscani.